La parola alla nostra nutrizionista ed oncologa di fiducia :

Cari lettori di Frallergisch , ho il piacere di intervistare per voi la dott.ssa Maria Rosaria Maugeri che si occupa di nutrizione, dietetica, educazione e divulgazione alimentare, prevenzione e Oncologia a Nova Milanese (MB), Milano, Merone (Co) e Erba (Co). La dott.ssa Maugeri si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca in Medicina e Chirurgia, e specializzata in Oncologia presso l’Università degli Studi di Milano, oltre ad esser internista presso il reparto di Medicina Generale dell’ospedale Fatebenefratelli di Erba (CO),ed aver conseguito un Master di 2° Livello presso Università degli Studi di Milano Bicocca in Alimentazione e Dietetica Applicata; si occupa di dietetica e nutrizione in condizioni fisiopatologiche, sport e performance, adulto e bambino, per singoli e collettività. E’ una vera “promoter” della salute, tanto è che attraverso eventi ed incontri in scuole e società sportive è sempre in prima linea per promuovere l’educazione alimentare, oltre ad occuparsi di prevenzione, diagnosi, cura e follow up di patologie oncologiche.  La dott.ssa Maugeri è anche la Nutrizionista di Atletica La Fenice di Nova Milanese e collabora con reti televisive della Lombardia (Milanow – Telelombardia) ed  “Evvivalapappa” e l’Associazione Italiana Alimentazione e Salute  per individuare, analizzare, promuovere, sviluppare e pubblicizzare  la tipologia più salutare di “Nutrizione Umana”, tenendo presenti anche le problematiche collegate al progressivo aumento della vita media della popolazione e al diffondersi di errati stili di vita. Bene lo avrete capito una Donna e un Medico instancabile che ha fatto del suo lavoro una vera passione e missione per aiutare il prossimo! Le ho così’ sottoposto alcune delle vostre domande, che ho ricevuto sui social, curiosi ? Leggete l’intervista.

 

Buongiorno dottoressa grazie di avermi dedicato del tempo per questa intervista. Vorrei cominciare con la domanda che noi tutti ci poniamo , cosa significa mangiare bene ?

Buongiorno Francesca, grazie a te per esserti rivolta a me, l’alimentazione è uno tra i più preziosi strumenti per conquistare e mantenere lo stato di salute al meglio. Per potersi definire “corretta”, deve essere basata su una dieta, intesa come abitudine alimentare, sana, equilibrata e varia :

equilibrata per garantire un adeguato fabbisogno energetico all’individuo, prevenendo sia carenze che eccessi nutrizionali, entrambi dannosi;

varia per assumere nelle giuste proporzioni tutti gli elementi di cui l’organismo ha bisogno.

Il corpo umano ha bisogno di assumere in una giornata tutti i principi nutritivi: acqua, carboidrati, lipidi, proteine, sali minerali, vitamine e oligoelementi. Per farlo, è necessario seguire un modello alimentare. Per questo può essere di grande aiuto fare riferimento alla Piramide Alimentare. Ne esistono di numerosi tipi, ma quella mediterranea è la più apprezzata e promossa anche a livello scientifico.  Per un corretto regime alimentare, che metta al riparo dal rischio di squilibri nutrizionali, così come dalla monotonia dei sapori, è necessario variare ogni giorno gli alimenti attingendo ai diversi gruppi di nutrienti. La piramide mostra a colpo d’occhio come gli elementi di ciascun gruppo debbano essere assunti in frequenza e in quantità proporzionali all’ampiezza della sezione in cui si trovano. Alla base della piramide si trovano gli alimenti che possono essere consumati più liberamente, mentre al vertice sono presenti quelli che occorre limitare, come grassi, dolci e snack. Il modello nel suo complesso favorisce l’adozione di una dieta completa e salutare.

I soggetti allergici soffrono spesso di carenza di vitamina D ( anche io ne ho sofferto) , come la si può reintegrare nella nostra dieta ?


La carenza di vitamina D, o ipovitaminosi D, è la condizione medica derivante dall’assenza di appropriati livelli di vitamina D nell’organismo; appropriati livelli di vitamina D sono fondamentali per la buona salute ossea e, secondo studi di epoche recenti, per la buona salute cardiovascolare. La carenza di vitamina D può dipendere da vari fattori, tra cui: un’inadeguata esposizione solare, un insufficiente apporto alimentare della vitamina in questione, la presenza di malattie renali o epatiche, un aumento del fabbisogno e l’assunzione di alcuni specifici farmaci. Per conoscere i livelli di vitamina D presenti in un essere umano, i medici misurano la concentrazione sierica del 25-idrossicalciferolo, noto anche come calcidiolo o 25-OH-D. La carenza di vitamina D impone una terapia causale, cioè mirata a contrastare le cause dei bassi livelli di vitamina in questione, e una terapia atta a ripristinare un livello normale della cosiddetta “vitamina del sole”. La terapia causale varia da paziente a paziente, a seconda del fattore scatenante (ecco spiegata l’importanza di conoscere le cause precise della carenza); la terapia atta ad annullare la carenza, invece, consiste generalmente in un regime dietetico ricco di alimenti naturalmente ad alto contenuto di vitamina D oppure di alimenti fortificati con quest’ultima, e nell’assunzione di integratori specifici.  Buone fonti alimentari di Vitamina D sono il pesce e gli oli che esso contiene, in particolare trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine; le uova, soprattutto il tuorlo; il latte, il burro; il fegato e i grassi animali, come quelli contenuti nelle carni di pollo, di anatra e di tacchino; corn-flakes e cereali, le verdure verdi e i funghi ne sono abbastanza ricchi.  Per quanto riguarda un alimento fortificato, un alimento fortificato in vitamina D è un alimento a cui è stata aggiunta vitamina D, per aumentare l’assunzione di tale nutriente da parte di chi ne fa uso.  In commercio, tra gli alimenti fortificati in vitamina D, rientrano: latte, yogurt, succo d’arancia, cereali, margarina, latte di soia.  Si ricorda infine che una corretta esposizione ai raggi solari favorisce la produzione di vitamina D.

Eliminando dalla nostra dieta lattosio , glutine e nichel a causa di allergia e/o intolleranza cosa succede al nostro organismo?


Iniziamo col precisare che, al contrario di quanto si possa credere, il disturbo comunemente definito “allergia” al lattosio…NON è un’allergia! Bensì un’intolleranza alimentare causata dalla cattiva digestione di questo disaccaride contenuto nel latte. In realtà, l’unica forma allergica che può manifestarsi conseguentemente all’assunzione di latte e derivati non ha nulla ha a che vedere con il lattosio, poiché riguarda le proteine di questi alimenti. A tal proposito, sarebbe anche opportuno effettuare una distinzione tra le diverse forme allergiche, quelle verso le proteine del latte vaccino, del latte materno (molto difficile da trattare) ecc.
L’intolleranza al lattosio è dovuta alla mancanza o alla carenza dell’enzima lattasi. Grazie alla tecnologia farmaceutica, la lattasi può essere integrata per via orale, e sopperire così alla carenza che causa i sintomi dell’intolleranza al lattosio. Chi è allergico alle proteine del latte non ha molta scelta. Spesso l’unica cura, se così la si può chiamare, consiste nel rinunciare del tutto al latte e ai latticini.  Per quanto riguarda il nichel, del nickel ingerito con la dieta solo un 1-10% viene assorbito. Non è significativamente accumulato in nessuna parte del corpo anche se Tiroide e Surreni hanno concentrazioni di nickel particolarmente elevate rispetto ad altri organi. L’accurata selezione di prodotti alimentari con una concentrazione di nickel relativamente bassa, può comportarne la riduzione della assunzione dietetica giornaliera e pertanto, una buona gestione di allergia da questo oligoelemento.  Per quanto riguarda la celiachia attualmente l’unica terapia realmente efficace rimane quella del controllo dietetico. Il celiaco deve pertanto adeguarsi ad una dieta rigorosa incentrata sulla categorica esclusione di tutti gli alimenti contenenti glutine. Questo garantisce una riduzione dell’infiammazione.

Quanta frutta, verdura , carne , pesce, uova dovremmo consumare settimanalmente per avere un alimentazione corretta?


Secondo le linee guida per una corretta alimentazione bisognerebbe mangiare 5 porzioni al giorno fra frutta e verdura. Per porzione si intende circa 150 g di frutta edibile ( esclusi gli scarti).Frutta e ortaggi apportano in particolare fibra, beta carotene (carote, peperoni, zucca gialla, albicocche, meloni…), vitamina C (agrumi, fragole, kiwi, pomodori, peperoni…),altre vitamine e diversi minerali, come il potassio, oltre a componenti minori (molti ad azione antiossidante) che svolgono una preziosa azione protettiva. È bene che frutta e ortaggi siano sempre presenti sulla tavola, a cominciare già dalla prima colazione ed eventualmente come spuntino. Vanno preferiti quelli freschi, interi e di stagione rispetto ai succhi o alle primizie. Posso dire che la frequenza settimanale corretta per i secondi piatti sarebbe la seguente:
CARNE : 3-4 VOLTE A SETTIMANA
PESCE : 3-4 VOLTE A SETTIMANA
LEGUMI : 1-2 VOLTE A SETTIMANA
FORMAGGI : 1-2 VOLTE A SETTIMANA
AFFETTATI : 1-2 VOLTE A SETTIMANA
UOVA : 1 VOLTA A SETTIMANA


Le allergie sono un campanello d’ allarme per altre malattie?

Un’allergia è una risposta immunitaria anomala ed esagerata del sistema immunitario indotta dal contatto, dall’inalazione e/o dall’esposizione a sostanze estranee normalmente innocue, denominate allergeni.  I tessuti coinvolti in questa reazione sono prevalentemente le mucose nasali, gli occhi, i bronchi e l’apparato cutaneo; questi divengono iperattivi e, in determinate condizioni esterne come la presenza di inquinanti, divengono ancora più sensibili. Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l’organismo dall’attacco di elementi nocivi e potenzialmente dannosi, come virus e batteri. Altre sostanze estranee sono invece normalmente innocue e, qualora entrino in contatto con l’apparato di difesa, vengono ignorate e non danno origine ad alcun problema. Nelle persone predisposte, l’organismo scatena una reazione allergica di ipersensibilità nei confronti di specifici allergeni. Le infiammazioni sono di fatto la prima difesa che il corpo mette in campo ogni volta che si sente minacciato da un attacco esterno di qualunque tipo, che siano batteri, virus, agenti chimici tossici o traumi. Per rallentare l’eventuale “invasore” e in attesa di individuare le difese immunitarie più appropriate, e per attivare la riparazione dei tessuti danneggiati, la parte attaccata si “infiamma”: il sangue affluisce in quantità, le pareti diventano permeabili così che i liquidi passano nel tessuto leso portando con sé le cellule immunitarie, combattendo l’agente estraneo e iniziando a riparare le parti attaccate. I sintomi sono noti: calore, gonfiore, tumefazione, dolore.  In questo senso l’infiammazione è un segnale d’allarme a cui prestare attenzione, perché numerosi studi dimostrano che molte patologie degenerative sono la conseguenza di uno stato infiammatorio subcronico – cioè latente, non manifesto, sotterraneo – che perdura nel tempo a danno di uno o più organi.

 

VORREI RINGRAZIARE LA DOTTORESSA MARIA ROSARIA MAUGERI PER QUESTA PRIMA INTERVISTA SULL’ALIMENTAZIONE. SPERO VI SIA D’AIUTO PER INIZIARE AD AVERE UNO STILE DI VITA PIU’ SANO E CORRETTO PER IL NOSTRO ORGANISMO, SICURAMENTE INTERVISTERO’ ANCORA LA DOTTORESSA PER AFFRONTARE ANCHE LE TEMATICHE LEGATE AI TUMORI , QUINDI SCRIVETEMI PURE QUELLO CHE LE VORRESTE CHIEDERE E QUELLO CHE VORRESTE SAPERE…A PRESTISSIMO!

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