di Paola Moretti Benestante

Il Faggio

Il faggio può essere tranquillamente considerato la specie di latifoglie predominante nei nostri boschi, dove rappresenta uno dei “giganti” assieme alla quercia, perché ne eguaglia l’altezza media formando una chioma densa e chiusa. Quest’ultima scherma notevolmente la luce che solo difficilmente raggiunge il terreno lasciando ben poche possibilità di sviluppo ad altre piante. I faggi danno solo l’impressione di essere così forti e possenti; se l’uomo non avesse modificato completamente il volto e la composizione dei boschi, essi rappresenterebbero la specie nettamente più diffusa in Europa.
Il faggio cresce in tutti i boschi di latifoglie e misti, a eccezione delle aree molto ricche d’acqua lungo le sponde dei fiumi poiché, come già anticipato nel capitolo dedicato alla quercia, il faggio non ama molto l’umidità. L’aspetto importante per la raccolta delle faggiole è che il faggio non ha una fruttificazione omogenea negli anni, bensì segue un ritmo del tutto particolare alternando annate più produttive ad annate di riposo. Negli anni, la pianta regala quantità davvero elevate di faggiole, garantendo un raccolto assolutamente abbondante.
Info: le faggiole sono una vera fonte di energia, 100 grammi di queste piccole castagne aromatiche contengono 580 kcal, il 25% di proteine, il 35% di grassi e il 40% di carboidrati.

I faggi raggiungono altezze di 40 metri, il tronco è caratterizzato da una corteccia argentata e relativamente liscia e il suo aspetto ricorda vagamente le zampe degli elefanti. Il durame duro e pesante presenta una colorazione rossastra, pertanto questa pianta viene comunemente chiamata anche faggio rosso.

Le sue proprietà:
con le faggiole il faggio ci offre un alimento energetico e genuino di origine completamente naturale. Questo frutto, con il suo tipico sapore simile a quello della mandorla, è particolarmente ricco di sostanze nutritive. Inoltre le faggiole sono una fonte preziosa di amido, proteine, vitamina C e B6, calcio e ferro e hanno una caratteristica molto importante al giorno d’oggi: contengono carboidrati privi di glutine. C’è però un aspetto da tenere in considerazione: le faggiole contengono un alcaloide tossico, la faggina, che deve essere neutralizzato prima di poter essere consumate. A questo scopo è sufficiente riscaldare brevemente le faggiole in modo tale che la faggina evapori. Vi sconsiglio vivamente di mangiare grandi quantità di faggiole crude perché potrebbero causare costipazione di stomaco, capogiri e mal di testa. Tuttavia, se preparate correttamente, ossia riscaldate, arrostite o cotte al forno, questi frutti sono una vera e propria delizia.

Per preparare le faggiole come snack da sgranocchiare o come topping nutriente per le insalate o lo yogurt, le faggiole danno libero sfogo alla vostra fantasia.

Innanzitutto, però è necessario sbucciarle: per facilitare quest’operazione basta scottarle precedentemente in acqua bollente, in modo che la buccia marrone esterna diventi più morbida e possa essere tolta facilmente aiutandosi con un coltello da cucina. Non è necessario togliere la pellicina marroncina che avvolge il nocciolo: si toglie quando di arrostisce, ma si può mangiare tranquillamente versate i noccioli sbucciati in una padella bollente e arrostiteli per alcuni minuti continuando a mescolare. Fate attenzione perché tendono a bruciarsi velocemente. Potete insaporirli con del sale di alta qualità o con altre spezie: personalmente vi consiglio di provarli con del pepe e del curry in polvere.

Indicazioni per la raccolta delle faggiole: metà settembre-metà ottobre.

Provate anche a mescolare l’insalata con delle foglie giovani di faggio (dal gusto acidulo e rinfrescante), sono particolarmente buone con il sapore delicato dell’insalata.

Mentre in fitoterapia il faggio (fagus selvatica), lo potete trovare sotto forma di macerato glicerico, cioè formulato a base di gemmoderivato, e agisce favorevolmente sulla funzione fisiologica di drenaggio dei liquidi. Solitamente si assumono 50 gocce diluite in acqua, due volte al giorno.
Ha anche proprietà antisettiche, astringenti, depurative e disinfettanti e per questo nei rimedi della nonna le foglie di faggio erano impiegate per alleviare scottature o irritazioni, così anche per sgonfiare gli orzaioli.
E’ un albero governato dall’energia di Saturno, il faggio esprime con tutto se stesso le caratteristiche simboleggiante da questo pianeta. Esso porta lo spirito all’interno della materia.
Il faggio con tutta la sua eleganza, crea una perfetta danza e sintonia tra le varie dimensioni, condensando con l’energia che arriva dal suo interno di una forma definita, funzionale e bellissima. Un albero simbolo di conoscenza, saggezza. Un tempo le ceneri di questo albero erano utilizzate per produrre unguenti contro le infiammazioni della pelle di uomini e animali, così come per la preparazione di soluzioni saponose utili per pulire o lavare le superfici.
Esiste anche l’essenza floreale del Dr. Bach: Beech, rimedio che aiuta le persone ipercritiche ed esigenti, che tendono a isolarsi, a tenere un atteggiamento di superiorità come barriera difensiva, sentendosi incomprese e deluse dal mondo. Beech risveglia in queste persone la virtù della tolleranza e dell’accettazione, permettendo loro di mettere la loro grande lucidità, sensibilità e capacità di osservazione al servizio attivo di se stesse e degli altri.
E con questi piccoli rimedi, vi auguro di osservare il faggio in tutta la sua grandezza e bellezza.

 

 

Buona Natura a tutti.
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Paola Moretti Benestante

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