di Paola Moretti Benestante

Come vi scrivevo la scorsa volta, il ricettario continua e oggi vi parlerò della Quercia che è considerata il “re degli alberi” non solo per la sua longevità e la stabilità del suo legno. Sicuramente andando a passeggio vi sarete già ritrovati ad ammirare uno di questi enormi alberi e vi sarete chiesti quanti anni avesse e cos’avesse vissuto in tutto quel tempo.

 

La Quercia

Le dimensioni impressionanti, l’aspetto nodoso dell’ampio tronco e l’enorme chioma conferiscono alla quercia qualcosa di maestoso e ci trasmettono un senso di eternità. Questo fascino particolare, che ci permette di relativizzare la nostra stessa esistenza umana, continua a emanare una forza d’attrazione del tutto singolare per molte persone. Già i Germani consideravano la quercia un albero sacro. Durante la cristianizzazione dell’Europa le vecchie querce furono spesso abbattute perchè legate ad antichi rituali e culti; in questi “luoghi carichi di energia” furono erette chiese o cappelle votive. Anche nel simbolismo si trovano continui rimandi alla quercia: sulle monete dei vecchi marchi tedeschi, per esempio, era raffigurata la foglia di questa pianta, e anche sulle carte da gioco viene spesso rappresentata la ghianda. La prossima volta che fate una scampagnata nel bosco in autunno e una folata di vento fa cadere una manciata di ghiande ai vostri piedi, vi consiglio di non pensarci due volte a raccoglierle e portarle a casa: il frutto della quercia, infatti è commestibile, contiene carboidrati salutari e senza glutine e con la giusta preparazione hanno un ottimo gusto.

 

Dove cresce

la quercia cresce soprattutto nei boschi di latifoglie e misti. La farnia è la specie più diffusa in Europa e preferisce le zone paludose e ricche d’acqua come le rive dei fiumi, dove non si trovano in concorrenza con il faggio, dominante alle nostre latitudini, che non sopporta eccessi d’acqua temporanei. Il rovere è tipico delle regioni più secche dove i terreni sono più ricchi di sostante nutritive, per esempio quelli sabbiosi o rocciosi.

 

Proprietà

Le sue proprietà: la corteccia, le foglie e i frutti della quercia hanno un tenore estremamente elevato di tannini, pertanto è necessario estrarre queste sostanze dalle ghiande (che rappresentano l’unica parte della pianta a essere interessante dal punto di vista alimentare) prima di poterle utilizzare in cucina. Le ghiande contengono soprattutto amido e quantità minori di grasso e proteine: per questa ragione sono considerate una riserva ideale di “carboidrati” per i mesi invernali. E’ interessante sapere che la farina di ghiande è priva di glutine ed è particolarmente adatta, quindi alle persone che soffrono di celiachia.

 

La Farina di Ghiande

La farina di ghiande come si prepara? Dopo averle raccolte e lavate lasciandole a bagno in acqua pulita, scartate quelle che galleggiano perchè sono intaccate da vermi. Va rimossa la buccia esterna dura: il metodo più semplice per riuscire a toglierla senza cucinare le ghiande consiste nel praticare un’incisione sulla buccia stessa aiutandosi con un coltellino affilato per poi rimuoverla tirandola con le dita. Oppure disporre le ghiande ancora umide su una teglia da forno per qualche minuto a 150°C, così che la buccia scoppia facilitandone la rimozione. Poi fate riposare le ghiande in acqua con un po di Natron per 4-5 giorni, questa sostanza permette di accelerare il processo di estrazione dei tannini. Cambiate l’acqua al mattino e alla sera risciacquando bene i semi. Quando l’acqua non si colora più procedete macinando finemente le ghiande ancora umide, poi fatela asciugare nel forno a 80°C per 1-2 ore circa. Conservate la farina in una sacca di juta o in un luogo asciutto. (la durata di conservazione è di circa 1 anno).

 

La Corteccia

La corteccia della quercia non trova impiego solamente dal punto di vista culinario. Per esempio, se soffrite di malattie della pelle di natura infiammatoria o pruriginosa o se avete una ferita che ha difficoltà a cicatrizzare, potete provare con dei bagni o degli impacchi di corteccia.

 

Qualcosa in più

Indicazione per la raccolta: corteccia di rami giovani: tutto l’anno, soprattutto in primavera. Le ghiande fine settembre-metà ottobre.
La raccolta delle ghiande è facilitata dai forti venti autunnali e dai temporali dell’autunno.
La quercia può essere usata sotto prescrizione medica per la sua attività disinfettante ed antiinfiammatoria nella cura delle diarree (decotto in capsule). L’estratto di quercia assunto internamente a piccole dosi, inoltre, viene utilizzato come rimedio stomachico per favorire, quindi, una corretta digestione. Solitamente si consiglia di assumere due o tre tazze di decotto al giorno (preparato fresco ogni volta, immergendo 1 gr di quercia foglie in acqua fredda e poi portando il tutto velocemente all’ebollizione. La dose massima raccomandata è di 3 gr al giorno. Ottimo anche come antiinfiammatorio delle mucose di bocca e faringe, da utilizzare sottoforma di gargarismi. L’acqua precedentemente fatte bollire con due cucchiaini di foglie sminuzzate finemente.

 

In omeopatia invece viene utilizzata in tintura madre, per il trattamento di disturbi come reumatismi, lombalgia e contratture del corpo.
Le controindicazioni: da evitare l’assunzione di quercia in caso di ipersensibilità accertata.

 

Palline Energetiche

Una iniezione dolce di energia per il pomeriggio o dopo l’attività fisica.
200 gr di farina di ghiande
200 gr di datteri snocciolati
200 ml di olio di cocco
per aromatizzare: cannella, cardamomo, semi di vaniglia, pepe nero, anice.
Versare tutti gli ingredienti in un mixer e ottenere un impasto omogeneo. Se troppo secco aggiungere dell’olio. Create delle palline lavorando con piccole porzioni nel palmo delle mani. Conservate in una scatola ben chiusa. Le palline si possono conservare fino a 8 giorni.

Sempre affascinante sapere che le querce possono superare i mille anni di vita e i 40 metri di altezza, pertanto rappresentano gli alberi più imponenti nei nostri boschi.


Buona Natura a tutti.

 

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Visitate il mio sito centromadevasoni.ch

Paola Moretti Benestante

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  • Allergia al Tiglio ??

    Giunti alla fine della lettura dell'interessantissimo articolo di Paola una piccola nota: per quanto poco comune è possibile averla ed io, tra le mie svariate allergie, annovero anche quella al Tiglio. Un peccato certo, ma esistono moltissime altre piante che potremo usare in sua vece. Continuate a seguire i nostri Consigli e le scoprirete con noi ! Fra.