di Paola Moretti Benestante

“Prima di cercare la guarigione di qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare”

Ippocrate

 

Bardana, camomilla, equiseto, menta e ruta. Sono solo alcune delle erbe medicinali che maggiormente ricorrono negli erbari. Piante le cui proprietà medicamentose sono state riconosciute fin dal passato. E ne ne sono molte altre, tra alberi e arbusti, come la rosa canina, il ginepro, il vischio o il salice. Dobbiamo quindi credere che le piante possano davvero guarire da malanni e disturbi di stagione?

 

Che cosa è la fitoterapia?

La fitoterapia, dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura) è quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o dei loro estratti per il mantenimento del benessere psicofisico e la cura di malattie. D’altronde, nel corso dei millenni, le piante sono sempre state utilizzate per curare l’uomo e di recente, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che almeno l’80% della popolazione mondiale trova nelle piante la principale fonte terapeutica.

 

La differenza fra fitoterapia e farmacologia?

Ma attenzione. Non si tratta di una medicina alternativa. La fitoterapia è una branca della farmacologia; solo che invece che basarsi sulla somministrazione di farmaci di sintesi, si regola sull’utilizzo di piante e altri vegetali per curare l’organismo. Farmacologia e fitoterapia si distinguono anche per come agiscono sull’organismo: mentre il farmaco di sintesi agisce in base al suo principio attivo colpendo un solo organo o un unico processo, il fitocomplesso, ossia l’insieme dei componenti chimici di una pianta, agisce ad ampio raggio garantendo un’azione più blanda, ma nello stesso tempo molto efficace.

E tutto questo è dettato dalla natura. Mi spiego meglio riportando un esempio. Se accusassi un disturbo al fegato come prima cosa potrei variare la mia dieta alimentare, introducendo i carciofi. Perché? Per il semplice fatto che il carciofo è un vero toccasana per il fegato per più motivi: i flavonoidi svolgono un’azione protettiva, gli acidi organici stimolano i succhi gastrici e le sostanze amare come la cinarina agiscono sul metabolismo lipidico riducendo la produzione di colesterolo e trigliceridi. Certo, nel momento in cui il disturbo perdura e non tende a diminuire una visita dal proprio medico di fiducia è la cosa più corretta da fare, senza aspettare ulteriore tempo.

La crescente tendenza ad abusare di farmaci e antibiotici ha portato inevitabilmente a pensare a nuove vie alternative. Sono diverse le strade da provare per risolvere l’uso eccessivo di farmaci, semplici azioni come variare le proprie abitudini alimentari o seguire uno stile di vita più sano. La fitoterapia, che era stata parzialmente abbandonata con la produzione dei primi farmaci di sintesi, negli ultimi decenni è tornata in auge come rimedio più blando nella prevenzione e nella cura delle lievi patologie, ma anche come medicina da integrare a quella ufficiale.

 

La differenza fra allopatia, fitoterapia e omeopatia?

Nell’ambito delle cure naturali la possibilità di confondersi tra diverse branche è alta. Vediamo quindi di capire, per esempio, perché la fitoterapia è a volte confusa con l’omeopatia e l’allopatia.

 

Allopatia

La medicina tradizionale è conosciuta anche come medicina allopatica, perché solitamente risolve i sintomi della malattia contrastandoli con un’azione contraria. Se per esempio hai mal di testa, lo curerai prendendoti qualcosa che riduca il rilascio di quelle sostanze endogene che lo hanno provocato. Il termine allopatia deriva dal greco antico allos (altro) e pathos (malattia) e indica quel metodo terapeutico che risale a Ippocrate e insegna a curare la malattia cercando rimedi contrari a questa (secondo il principio “contraria contrariis curantur”).

 

Fitoterapia

Come ti ho già spiegato, la fitoterapia è un tipo di cura che si basa sull’utilizzo delle piante e dei loro principi attivi. Viene considerata una cura naturale, ma la sua efficacia non è da sottovalutare, anche perché l’effetto dei principi attivi contenuti nelle piante possono anche risultare tossici o velenosi, se impiegati superficialmente. La fitoterapia è un metodo di cura che segue un approccio terapeutico di tipo allopatico, perché cura la malattia cercando rimedi che la contrastino.

 

Omeopatia

Al contrario l’omeopatia, dal greco antico omoios (voce) e pathos (malattia) è un metodo terapeutico che consiste nel curare la malattia con sostanze simili a quelle che l’hanno generata, ma generalmente in dosi molto basse, le cosiddette diluizioni omeopatiche. Il principio seguito in questo caso è quello del “similia similibus curantur”, prende quindi le distanze da fitoterapia e allopatia.

La Fitoterapia è un’antichissima pratica terapeutica intrapresa da diverse culture più o meno civilizzate per sfruttare i principi medicamentosi delle piante : sono contenitori di sostanze chimiche “naturali” ottenute tramite a lavorazione da pianta secca, fresca e mescolate a diversi solventi( etanolo, acqua, olii, glicerina..) per ottenere “il prodotto finito” consumabile ( tinture madri, estratti secchi, tisane..). Dalla pianta, grazie ad un processo di sintesi, si ottiene anche il farmaco: un esempio è la lavorazione sintetica della corteccia di salice che diventerà acido acetilsalicilico, la moderna aspirina. Perché la Fitoterapia? La Fitoterapia può essere utilizzata come prevenzione, a periodi, evitando l’estenuante utilizzo di farmaci o antibiotici assunti senza controllo nelle manifestazioni acute,ignari degli effetti collaterali a cascata nei vari sistemi del corpo: è utile dopo terapie farmacologiche necessarie per “pulire” i sistemi abbinandola ad altri rimedi come oligo elementi, probiotici, complessi vitaminico-minerali a seconda delle necessità personali e costituzionali; inoltre la potenzialità degli estratti erbali si connette anche ad un cambio sia alimentare sia emotivo necessari nei processi di guarigione.

E’ mia premura affermare che, se una persona ricorre ad una terapia farmacologica necessaria per la sopravvivenza è doveroso seguirla e ascoltare il proprio medico. L’utilizzo di piante è altresì un percorso, deve necessariamente essere seguito da uno specialista in quanto ci sono effetti collaterali e interazioni con farmaci importanti che possono mettere a rischio la salute della persona: non si può assumerla di continuo e non è per tutti;“è naturale tanto non fa male” è per chi non conosce la materia.

Le piante sono fondamentali per la nostra esistenza, di conseguenza anche le piante officinali costituiscono la base della guarigione. Benché non tutte le malattie si possono curare soltanto con i rimedi vegetali, essi vengono comunque impiegati come base o come completamento nelle terapie olistiche perché soltanto un fitofarmaco è in grado di contemplare l’uomo contemporaneamente nei tre livelli di corpo, regolazione e psiche. Molti sanno che l’iperico rallegra gli animi, il ginkgo migliora la memoria, il biancospino rafforza il cuore, l’echinacea aumenta le difese immunitarie, il cardo mariano stimola il fegato oppure l’ippocastano favorisce la circolazione venosa.

Alcune piante officinali sono così profondamente radicate nella nostra cultura che quasi tutti conoscono gli effetti della valeriana, della camomilla, e dell’assenzio. La camomilla è considerata la quintessenza delle piante officinali, per le sue proprietà. Nessuno, però, per il mal di pancia mangerebbe semplicemente un fiore di camomilla. Per utilizzare una pianta officinale, la si deve anzitutto trasformare in una forma idonea, ovvero la si deve preparare. Ci sono diverse possibilità di preparazione, ciascuna delle quali è in grado di trasmettere le caratteristiche principali della pianta, ma nessuna è in grado di preservarle tutte quante.

L’Infuso: tisana in acqua bollente . Le parti della pianta vengono essicati ai fini della conservazione e per liberarne i principi attivi messe in infusione in acqua bollente e filtrare.

la tintura: le tinture sono estratto idroalcolici di piante officinali essiccate.

Estratto: estratti fluidi, o secchi sono estratti con miscele idroalcoliche o altri solventi.

Olio eterico: sono costituiti dalle sostanze volatili liposolubili della pianta fresca

Essenza spagirica: tradizione alchemica mediante seguenti passaggi di processi di estrazione, fermentazione, distillazione e incenerimento.

Tintura madre: estrazione alcolica di piante fresche

diluizione omeopatiche: vengono prodotte dalle tinture madri mediante progressiva diluizione con lo scuotimento.

Esistono moltissime formule tradizionali di grande interesse per tutti coloro che amano la fitoterapia. Vi si possono trovare preparazioni note, ma anche molte ricette poco conosciute ma molto efficaci.

Da anni sono impegnata nello studio delle piante medicinali, con altrettanta passione mi occupo di creare formule a base di “prodotti naturali” colti nel territorio nelle giuste stagioni.

Vi ricordo come non si debbano sottovalutare i rischi connessi a un uso improprio dei “rimedi verdi”, dovendo essi, comunque, essere considerati come dei veri e propri farmaci, seppur vegetali. È perciò importante domandare il consiglio per l’uso di questi rimedi a professionisti qualificati, i quali conoscono anche le possibili interazioni fra i prodotti naturali prescritti e gli altri farmaci che il paziente eventualmente assume; solo a titolo di esempio ricordo, tra le piante a uso particolarmente comune, l’iperico (interagisce con farmacia antidepressivi), la liquirizia ( che può ridurre l’attività di alcuni farmaci contro l’ipertensione), per non parlare poi delle sempre possibili reazioni allergiche alle piante.

Nella mia quotidiana attività professionali ho osservato come siano sempre più numerosi quei medici i quali, pur senza trascurare i moderni strumenti messi a disposizione dall’industria farmaceutica, cercano di integrare le terapie tradizionali con altre forme di cura, altrettanto tradizionali ma sicuramente più personalizzate, come quelle fitoterapiche.

La mia passione e la mia ricerca non si fermano qui, infatti nel mio Spazio Meditativo, sta nascendo una nuova linea del benessere “Olea” .

Alla base della scienza fitoterapica non esiste soltanto il concetto della totalità della persona sana o ammalata ma anche il suo inquadramento nell’ambiente. Ma soprattutto l’essenziale, la sua coscienza, la sua anima. Se ai poteri delle piante si aggiunge l’energia giusta, di buona qualità, la trasmissione della qualità dell’energia al principio attivo della pianta, favorisce la giusta connessione per l’effetto stesso.

Il primo Olea nato nel centro Madevasoni, sono “le gocce dei sogni”.

Un ottimo calmante, che allevia lo stress e l’ansia. Basta metterne qualche goccia su un diffusore per olii essenziale e ne ricaverete un giovamento, questo olio è utile anche per la pelle, aiuta a lenire arrossamenti ed eczemi, basta metterne due gocce sulla zona interessata.

Riposare bene è importante per favorire il corpo a rimanere in salute, tenendo lontano lo stress, favorendo anche la creatività e migliorando la memoria. Le gocce risvegliano la scoperta di se, per lo sviluppo personale e spirituale. Come si utilizzano le gocce? Si applica 1 goccia sulla tempia destra e sulla tempia sinistra massaggiando leggermente, lo stesso viene fatto sul polso destro e sul polso sinistro, all’interno per poi portare entrambi i polsi al naso e respirare profondamente proprio per favorire l’apertura al canale dei sogni.

 
Volete saperne di più ?
Visitate il mio sito centromadevasoni.ch

Paola Moretti Benestante

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